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Pneumatici Fuori Uso: chi li raccoglie e come si riciclano

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Pneumatici Fuori Uso: chi li raccoglie e come si riciclano

Gli Pneumatici Fuori Uso (PFU) sono quegli pneumatici che hanno raggiunto il termine del loro ciclo di vita, ovvero: hanno raggiunto il limite di legge di 1,6mm di spessore del battistrada, o sono decorsi 10 anni dalla produzione (tempo in cui i pneumatici perdono le proprietà tecniche per assicurare performance ottimali).

Ma chi si occupa della gestione dei PFU? Quali sono i rischi derivanti dall’abbandono di PFU? Come si possono riutilizzare?

La raccolta dei PFU e tassa ambientale

Pneumatici raccolta

Il DECRETO 11 aprile 2011, n. 82., stabilisce che la gestione dei PFU è compito dei produttori e importatori di pneumatici, che devono raccogliere e gestire annualmente un quantitativo di PFU (di qualsiasi marca) almeno equivalente alla quantità di pneumatici immessi nel mercato nazionale nel ricambio nell’anno solare precedente. 

Le società consortili, di cui fanno parte produttori e importatori, si occuperanno di recuperare gli pneumatici presso i gommisti. Infatti saranno questi ultimi a prendere in carico gli PFU dai consumatori e a segnalare ai consorzi il quantitativo detenuto per far si che essi li recuperino. 

Il costo per questo servizio è affrontato dall’acquirente dello pneumatico all’atto d’acquisto. Infatti, se si analizza la ricevuta d’acquisto, si noterà che è riportato il contributo ambiente, ovvero la tassa per la raccolta e smaltimento dei PFU. Sottolineiamo che non è a discrezione del gommista o del venditore, bensì è stabilito annualmente dalle società consortili di cui fanno parte produttori e importatori di pneumatici. 

I consorzi più importanti sono Ecopneus, EcoTyre e Greentire che gestiscono l’85% dei PFU in Italia raccogliendone ogni anno circa 380.000 tonnellate presso gommisti, autofficine e stazioni di servizio. 

Il lavoro dei consorzi è un’eccellenza italiana in quanto non solo hanno abbattuto l’impatto ambientale delle discariche abusive di pneumatici ma hanno condotto studi e costruito soluzioni per il riutilizzo e riciclo dei PFU. Non solo, questo servizio consente anche di generare economia circolare per il nostro paese e la generazione di posti di lavoro. 

Abbandono Pneumatici Fuori Uso

Pneumatici abbandonati

L’Art. 255, comma 1, D.Lgs. n. 152/06 sancisce che il soggetto privato che abbandona un rifiuto è punito con una sanzione amministrativa che va da 300 euro a 3.000 euro, se si tratta di rifiuti non pericolosi. Inoltre, secondo il comma 3 dell’art. 192 D.Lgs. n. 152/06 colui che ha abbandonato un rifiuto ha l’obbligo di provvedere alla sua rimozione e all’avvio a recupero o allo smaltimento ed al ripristino dello stato dei luoghi. Questa normativa si applica anche ai PFU.

I Pneumatici Fuori Uso rientrano tra i rifiuti pericolosi? No. Il “Codice europeo dei rifiuti” (Cer), infatti, stabilisce che gli PFU non sono rifiuti pericolosi.

Va specificato, però, che sono rifiuti speciali ed è per questo che è obbligatorio affidarli a chi si occupa del cambio gomme (gommisti, stazioni di servizio, autofficine).

Il rischio di essere sanzionati dissuade dall’abbandono dei PFU ma è altrettanto importante infondere consapevolezza in merito all’impatto ambientale che può generare. Infatti, basti pensare che se acquistiamo pneumatici senza fattura o procediamo al cambio da soli (pratica che sconsigliamo assolutamente per il rischio ingenerato da convergenza fatta male e quindi rischio di incidenti elevatissimo) il gommista non è tenuto a farsi carico degli PFU e l’isola ecologica del proprio comune non può ricevere pneumatici.

Questo è uno dei motivi per cui in Italia ci sono ancora casi di abbandono di pneumatici fuori uso e la generazione di discariche abusive.

Per rendersi conto del danno ambientale: i PFU necessitano di almeno 100 anni per decomporsi.

Riciclo e riutilizzo dei Pneumatici Fuori Uso

Riciclo gomme

Gli PFU, come abbiamo visto, sono soggetti a raccolta dai consorzi. Il fine, però, non è solo lo smaltimento ma anche il riciclo e il riutilizzo degli stessi.

Uno dei casi più interessanti è la nuova destinazione d’uso studiata da Ecopneus, uno dei maggiori consorzi che ha come soci marchi come Pirelli, Bridgestone e Michelin. 

Ecopneus è riuscito a realizzare una vera e propria filiera del riciclo di PFU, attraverso la quale è possibile suddividere le componenti chimico-fisiche per riutilizzarli e dargli nuova vita.

La gomma dei pneumatici, infatti, è costituita da una miscela di polimeri di altissima qualità che restano inalterati anche dopo un processo di lavorazione per il riciclo. Da essa è possibile estrarre gomma, acciaio e fibre tessili, suddivisi attraverso una macinazione meccanica a temperatura ambiente, che riduce la gomma in frammenti piccolissimi. Le fibre tessili e l’acciaio possono essere riutilizzati nei relativi settori (tessile e siderurgico) mentre la gomma può essere destinata ad una lavorazione tale per cui si possono avere prodotti per l’edilizia (isolanti acustici e autovibranti), per lo sport (pavimentazioni sportive polivalenti) e anche per la produzione di asfalti modificati silenziosi e duraturi utilizzati per piste ciclabili, arredi urbani ed elementi per la sicurezza stradale.

Un’altro impiego può essere per la produzione di calore in impianti dedicati, in quanto i PFU sono caratterizzati da un alto potere calorifero, alla pari del carbone ma con emissioni inquinanti nettamente inferiori.

Insieme per salvaguardare l’ambiente

Pneumatici Ecologia

Quanto appena detto, ci permette di comprendere l’importanza di affidarsi sempre ad un gommista, sia per avere un montaggio ottimale che per l’efficace smaltimento e riciclo dei pneumatici fuori uso.

La legge non si pronuncia, ma, qualora siate testimoni di un abbandono di PFU o vediate un pneumatico lasciato in strada, è obbligo morale di segnalarlo agli organi di competenza, che sono: l’azienda municipalizzata o alla concessionaria per la raccolta dei rifiuti, le Forze dell’Ordine e il Corpo Forestale dello Stato.

Dovranno essere segnalati solo il luogo in cui si trova il rifiuto, per cui impegniamoci tutti e rendiamo il nostro paese ancora più bello!

Be weise, drive safe.

Il team Outrider

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