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In che modo gli pneumatici condizionano il consumo di carburante?

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Fermarsi meno spesso a fare rifornimento e spendere meno soldi in carburante per la propria auto sarebbe sicuramente fantastico per ognuno di noi. Eppure non è così impossibile come si pensa: il tipo di pneumatici montati sul tuo veicolo e il modo in cui li utilizzi, hanno una certa incidenza sui consumi di carburante e sulle emissioni di CO2.

Cos’è la resistenza al rotolamento? Come incide sui consumi? Cosa possiamo fare per ridurli?

Continua a leggere per saperne di più!

La resistenza al rotolamento

La resistenza al rotolamento è la causa ultima dell’aumento nei consumi di carburante. Ma cos’è di preciso?

Si può definire come il rapporto tra l’energia utilizzata durante il movimento e qualsiasi altra forza che lo contrasti. In pratica è tutto ciò che aumenta l’attrito della gomma sul manto stradale.

Ecco alcuni esempi di fattori che producono resistenza al rotolamento:

  • la resistenza dell’aria;
  • il design del battistrada;
  • la struttura generale della gomma;
  • il livello di pressione;
  • gli slittamenti.

Le caratteristiche degli pneumatici che influiscono nella resistenza al rotolamento (delle quali parleremo più a fondo nel paragrafo successivo), sono bilanciate in modo diverso a seconda del modello e del tipo di gomma, e l’efficienza di questo bilanciamento è definita dall’etichettatura secondo una scala di giudizio che va da A a G.

Questa classificazione può aiutare nella scelta di un treno di pneumatici più o meno ecologico, ma attenzione: lo stesso modello di gomma può avere diversi livelli di resistenza al rotolamento a seconda delle dimensioni.

Cos’è che fa aumentare il consumo di carburante?

A determinare l’aumento della resistenza al rotolamento, e quindi dei consumi, vi sono diverse proprietà dello pneumatico:

  • la struttura: una gomma più pesante aumenta per forze di cose la resistenza rispetto a una gomma più leggera; inoltre, le strutture più moderne sono molto meno dispendiose di quelle utilizzate un tempo in termini di energia;
  • il design: il numero di intagli e il modo in cui sono disposti i tasselli e le scanalature, oltre alla loro profondità, può influire enormemente nei livelli di resistenza al rotolamento; ad esempio, un maggior numero di lamelle, tipico delle gomme invernali, aumenta il grip dello pneumatico, aumentandone la sicurezza ma allo stesso tempo anche la resistenza e i consumi;
  • la mescola: i tipi di materiale che compongono la mescola dello pneumatico hanno influssi differenti in base alle percentuali di utilizzo: ogni pneumatico è formato dall’unione di diversi tipi di gomme, come gomma naturale o butadiene, e di materiali riempitivi come silice e fuliggine. Ad esempio, una gomma con alte percentuali di silice risulta avere una minore incidenza nella resistenza al rotolamento;
  • l’usura: i livelli di usura della gomma hanno un grande impatto diretto sulle sue prestazioni; ad esempio, meno è profondo il battistrada e minori sono i consumi, nonostante questo comporti anche una minore aderenza sul bagnato. Infatti, più liscia è la gomma più sarà incline allo slittamento;
  • la pressione: questa è l’unica delle diverse proprietà che possiamo controllare direttamente: è molto importante mantenere gli adeguati livelli di pressione, provvedendo ad effettuare controlli periodici. Più lo pneumatico è sgonfio, infatti, più la gomma tende a resistere al rotolamento e a consumare energia.

Come abbassare i consumi e le emissioni

Tecniche di guida

Per assicurarsi di guidare senza sprechi ed eccessi, sia per noi (con un un consumo di carburante esagerato) che per l’ambiente (con eccessive emissioni di CO2), è necessario adottare uno stile di guida adeguato, oltre che scegliere un treno di gomme efficiente sin dal principio. Di seguito ci sono alcune delle tecniche di guida che nel lungo termine comportano una riduzione dei consumi:

  • usare il freno-motore: rilasciando gradualmente la frizione quando si scala da una marcia all’altra durante la decelerazione, si verifica un lieve rallentamento dell’auto. Si tratta proprio del freno-motore che, in seguito all’aumento dei giri, fa in modo che il motore assorba l’energia meccanica derivante dal cambio di marcia;
  • tenere sempre la marcia più alta: sia in salita che in piano, e perfino in centro abitato, mantenere bassi i giri aumentando velocemente la marcia è una soluzione economica ed ecologica;
  • astenersi dall’accelerare/frenare bruscamente: è importante mantenere una velocità il più possibile uniforme; evitando inutili accelerazioni frettolose e in generale una guida nervosa, si possono risparmiare decine di euro ogni anno;
  • informarsi sul percorso: specialmente quando si guida in posti nuovi, essere consapevoli del tragitto più efficiente in relazione ai consumi può rendere più economica buona parte del viaggio.

Questi sono tutti buoni consigli per guidare con più “eco-sostenibilità”, ma, come si suol dire, meglio prevenire che curare!

Classi energetiche

Infatti, possiamo decidere di giocare d’anticipo e, al momento del cambio gomme, scegliere degli pneumatici con classi energetiche elevate. Essendo che la resistenza al rotolamento incide su circa il 20% del consumo di carburante del mezzo, comprare delle gomme che la riducono al minimo è essenziale per avere un risparmio tangibile.

Negli ultimi anni, è diventato obbligatorio esporre sull’etichetta la classe energetica alla quale appartiene la gomma; questa classificazione rappresenta l’efficienza sia dal punto di vista del consumo di carburante che delle emissioni di anidride carbonica. Viene testata la resistenza al rotolamento dei vari modelli, ai quali viene poi affidata una classe da A a G, proprio come per gli elettrodomestici.

Uno pneumatico con la pressione adeguata al quale viene assegnata la classe energetica A, offre la resistenza al rotolamento più bassa sul mercato. Dalla A alla G, ogni classe consuma ogni 100 km circa 0.1 L di carburante in più rispetto alla classe precedente, comportando così un risparmiamo pari a circa 5 rifornimenti in meno durante la vita della gomma. Dal punto di vista ecologico, invece, 14 g di CO2 vengono risparmiati ogni chilometro.

Visti i tempi che corrono, tutti vogliamo tagliare i costi inutili. Mettere in pratica questi consigli può aiutare sia il tuo portafoglio che l’ambiente!

Don’t be mona: be wise, drive safe. 

Il team Outrider

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